Con i suoi 240 metri di altezza in calcestruzzo rullato compattato (RCC), Gibe III sarà la diga più alta di tutta l’Africa della sua tipologia, mentre il GERD sarà la più grande nel continente con una lunghezza di 1.800 metri, un’altezza massima di 175 metri e un volume complessivo di 10.200.000 m3.

Alla fine del 2014, i due progetti – entrambi situati in aree remote del Paese – hanno impiegato circa 13.200 lavoratori diretti e oltre 2.300 indiretti. Come sempre in questi casi, il Gruppo ha realizzato complessi residenziali ad hoc per ospitare l’intera forza lavoro, dotati di mense, cliniche ed altre strutture pensate per assicurare condizioni di vita adeguate per tutti.

In entrambi i cantieri, le strutture mediche rivestono un ruolo fondamentale per garantire il monitoraggio della salute delle persone, la prevenzione ed il trattamento di malattie, così come la promozione di linee guida per uno stile di vita salutare. Lo staff medico impiegato nei due cantieri è costituito da circa 120 persone: medici, infermieri, tecnici di laboratorio, farmacisti, operatori di pronto intervento, autisti di ambulanze ed assistenti.

Solo nel 2014 le cliniche dei due cantieri hanno assicurato quasi 130.000 consulti medici a lavoratori diretti e indiretti, svolgendo oltre 57.500 test di laboratorio e 6.300 check-up medici. E’ importante sottolineare che l’assistenza medica è fornita a tutta la forza lavoro, inclusa quella appartenente ai subappaltatori e altri fornitori di servizi, nonché ai familiari dei lavoratori.

Oltre ai servizi medici e di emergenza, lo scorso anno le cliniche hanno anche erogato oltre 200 corsi di formazione e informazione su malaria, tubercolosi, HIV e altre malattie sessualmente trasmissibili, coinvolgendo oltre 4.000 persone.

Nel progetto Gibe III questo programma di sensibilizzazione ha anche incluso la creazione di un gruppo di formatori peer-to-peer, adeguatamente preparati e certificati, che a loro volta hanno formato gruppi di lavoratori appartenenti a diverse unità. Il programma peer-to peer, unitamente alla creazione di un gruppo di consulenti e l’organizzazione di diversi eventi in cantiere (come ad esempio concerti e incontri), ha permesso una diffusione efficace di informazioni tra la popolazione residente, riducendo così anche possibili discriminazioni nei confronti di persone affette da tali malattie.

Questo sforzo enorme, anche in termini finanziari, conferma ancora una volta la nostra volontà di mettere le persone al primo posto, in qualsiasi cosa facciamo. Attraverso il lavoro quotidiano del nostro staff medico in Etiopia, garantiamo il mantenimento di standard di salute elevati e condizioni di lavoro migliori per tutte le migliaia di persone impegnate in questi mega progetti.